Inquinanti organici persistenti

Gli inquinanti organici persistenti (POPs acronimo di Persistent Organic Pollutants) sono sostanze organiche che persistono nell’ambiente, si accumulano negli organismi viventi e rappresentano un rischio per la salute e per l’ambiente. Essi si distribuiscono nell’ambiente a seguito di processi naturali che coinvolgono il suolo, l’acqua e, in particolare, l’aria e si accumulano negli organismi viventi, compreso l’uomo.

Gli inquinanti organici persistenti sono persistenti, bioaccumulabili, hanno un potenziale di trasporto a lungo raggio e sono resistenti al degrado ambientale, comprese le reazioni chimiche, biologiche e fotolitiche.

Pertanto, una volta rilasciati, gli inquinanti organici persistenti possono rimanere nell’ambiente per lungo tempo e, alcuni di essi hanno un tempo di dimezzamento di anni o decenni e possono rimanere nell’ambiente finché non vengono assorbiti da piante e animali.

Per proteggere i consumatori nel 2001 nell’ambito del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente è stata istituita la convenzione di Stoccolma per ridurre la produzione, l’uso e il rilascio di queste sostanze che inizialmente erano costituite da 12 inquinanti organici persistenti conosciuti come la “sporca dozzina” a cui se ne sono aggiunti altri nel corso del tempo.

I primi 12 inquinanti organici persistenti

Inizialmente, sono stati riconosciuti dodici inquinanti organici persistenti che causano effetti nocivi sugli esseri umani e sull’ecosistema e questi possono essere classificati in 3 categorie: pesticidi, prodotti chimici industriali e sottoprodotti

Pesticidi

Appartengono a questa categoria il dieldrin, l’aldrin, il clordano, il DDT , l’endrin, l’eptacloro, l’esaclorobenzene, il toxafene e il mirex.

Il dieldrin è un insetticida organoclorurato altamente efficace e ampiamente utilizzato dagli anni ’50 ai primi anni ’70 che tende a dare biomagnificazione, processo in cui l’accumulo di sostanze tossiche negli esseri viventi aumenta di concentrazione man mano che si sale al livello trofico successivo, ovvero procedendo dal basso verso l’alto nella piramide alimentare.

aldrin, dieldrin, endrin
aldrin, dieldrin, endrin

L’aldrin è un insetticida organoclorurato scarsamente solubile in acqua ma solubile in solventi organici che è rapidamente convertito in dieldrin da piante e batteri. Il clordano è un pesticida organoclorurato utilizzato per il trattamento del suolo e delle sementi e per il controllo delle termiti.

L’endrin è stato utilizzato come pesticida e rodenticida, nonché come insetticida agricolo su tabacco, meli, cotone, canna da zucchero, riso, cereali e granaglie.  L’eptacloro veniva utilizzato per scopi agricoli, trattamento delle sementi, protezione del legno e controllo degli insetti.

Il DDT o para-diclorodifeniltricloroetano è il primo dei moderni insetticidi sintetici negli anni ’40 e utilizzato per combattere la malaria, il tifo e le altre malattie umane trasmesse dagli insetti sia tra le popolazioni militari che tra quelle civili. Si è rivelato efficace anche per il controllo degli insetti nella produzione agricola e zootecnica, nelle istituzioni, nelle case e nei giardini.

L’esaclorobenzene fu introdotto per la prima volta nel 1945 per trattare le sementi per la sua capacità di uccidere i funghi che colpiscono le colture alimentari. È un sottoprodotto di alcuni prodotti chimici industriali ed esiste come impurità in molte formulazioni di pesticidi.

mirex
mirex

Il mirex è stato utilizzato principalmente per combattere altri tipi di formiche e termiti. È stato utilizzato anche come ritardante di fiamma nella plastica, nella gomma e negli articoli elettrici.

Il toxafene era il pesticida più utilizzato negli Stati Uniti nel 1975 e utilizzato su cotone, cereali, frutta, noci e verdure e per controllare zecche e acari nel bestiame. Viene ottenuto mediante clorurazione del canfene, idrocarburo ottenuto dalla trementina

Prodotti chimici industriali

Appartengono a questa categoria di inquinanti organici persistenti l’esaclorobenzene e i bifenili policlorurati. L’esaclorobenzene era ampiamente utilizzato come pesticida per proteggere i semi di cipolle e sorgo, grano e altri cereali dai funghi fino al 1965. Veniva anche utilizzato per produrre fuochi d’artificio, munizioni e gomma sintetica.

I bifenili policlorurati erano ampiamente grazie alle loro proprietà erano utilizzati nella produzione di carta autocopiante e come fluidi dielettrici. Sono stati prodotti in tutto il mondo per essere utilizzati in un’ampia gamma di applicazioni, soprattutto come fluidi isolanti e scambiatori di calore in trasformatori, condensatori e altre apparecchiature elettriche, e in applicazioni aperte come additivi nelle vernici e refrigeranti per apparecchiature elettriche.

Sottoprodotti

Appartengono a questa categoria le dibenzo-p-diossine policlorurate e i dibenzofurani policlorurati. Le dibenzo-p-diossine policlorurate sono prodotte dalla combustione incompleta e durante la produzione di pesticidi e altre sostanze clorurate.

dibenzo p diossine policlorurate
dibenzo-p-diossine policlorurate

Sono emesse principalmente dalla combustione di rifiuti ospedalieri, urbani e pericolosi, nonché dalle emissioni di automobili, torba, carbone e legno. I dibenzofurani policlorurati sono prodotti da molti degli stessi processi che producono diossine e anche durante la produzione di bifenili policlorurati e si riscontrano nelle emissioni degli inceneritori di rifiuti e delle automobili

POFs inseriti successivamente

Nel tempo, a seguito di ricerche, sono stati aggiunti altri inquinanti organici persistenti all’elenco iniziale in cui compaiono, tra gli altri, idrocarburi policiclici aromatici, ritardanti di fiamma bromurati. Tra essi il clordecone usato come pesticida e riconosciuto come interferente endocrino, neurotossico, in grado di alterare la fertilità e classificato come possibile cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a partire dal 1979.

L’ α-esaclorocicloesano e il β-esaclorocicloesano sottoprodotti della produzione dell’insetticida lindano, usati come pesticidi e utilizzati negli anni ’60 e ’70, in particolare sulle piante di cotone. I PBDE (eteri di difenile polibromurati) utilizzati quali ritardanti di fiamma bromurati e usati in una vasta gamma di prodotti industriali, tra cui tessuti, plastiche e apparecchiature elettroniche per ridurre l’infiammabilità.

lindano
lindano

Il lindano, isomero γ del benzene esacloruro, utilizzato come insetticida sulle colture ortofrutticole, per prevenire le infestazioni e come fumigante sui semi. nella cura della scabbia, è una neurotossina con una lunga emivita nel tessuto adiposo.

Il pentaclorobenzene sottoprodotto della lavorazione del tetracloruro di carbonio e del benzene è stato utilizzato come intermedio nella produzione di pesticidi, in particolare il fungicida pentacloronitrobenzene. Il tetrabromodifenil etere e il pentabromodifenil etere sono stati utilizzati come ritardanti di fiamma.

Il perfluorottano solfonato (PFOS) e l’acido perfluoroottanoico sono composti fluorurati utilizzati come rivestimenti resistenti all’acqua, all’olio e alle macchie in tessuti, pelle e tappeti e rivestimenti resistenti all’olio per prodotti di carta destinati al contatto con gli alimenti, nonché come rivestimenti emulsionante fotografico, fluidi idraulici per l’aviazione e schiume antincendio.

L’endosulfano è un insetticida utilizzato su colture alimentari come cereali, tè, frutta e verdura e su colture non alimentari come tabacco e cotone e anche come preservante del legno. L’esabromociclododecano è un ritardante di fiamma bromurato e usato in campo edile nell’ isolamento termico.

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