Prodotti naturali e farmaci

L’uso di prodotti naturali e farmaci nella storia ha radici molto antiche quando l’uomo attingeva dalle erbe e altre sostanze naturali i principi attivi per curare malattie e disturbi. Ad esempio gli egizi, combinando conoscenze scientifiche e spirituali usavano, ad esempio, la menta e l’aglio per la febbre, e la canfora e il ginepro per i dolori muscolari.

Nell’antica Grecia Ippocrate, riteneva che la natura fosse la migliore fonte di cura e raccomandava l’uso di molte erbe, come la camomilla, per il trattamento dell’insonnia, e l’arnica, per il trattamento delle infiammazioni.

Nel corso del Medioevo i monaci acquisirono conoscenze approfondite sulle proprietà delle erbe e delle piante, nonché sui metodi di coltivazione e conservazione. Con le erbe, preparavano rimedi naturali per la cura di malattie e disturbi comuni. Tra gli altri Tedaldo di Pavia, monaco benedettino che visse nel XII secolo, scrisse un trattato medico che su una vasta gamma di malattie e disturbi, nonché sui loro sintomi, diagnosi e trattamento

Nel XIX secolo, la scoperta della penicillina e di altri antibiotici ha rivoluzionato il trattamento delle malattie infettive e ha portato a una crescente fiducia nei farmaci sintetici. Tuttavia, l’interesse per i prodotti naturali e farmaci non è mai completamente scomparso e negli ultimi decenni c’è stato un rinnovato interesse per la medicina alternativa

Le nuove frontiere di prodotti naturali e farmaci

Combinando il potenziale della medicina tradizionale con l’avanzamento delle moderne tecnologie chimiche, l’uso di prodotti naturali come base per i farmaci può costituire una fase importante nello sviluppo di processi per ottenere specie più rispettose dell’ambiente, economiche ed efficaci.

Le nuove molecole, che possono costituite una nuova frontiera per la progettazione di farmaci, si ottengono dal riarrangiamento di entità chimiche o isomeri strutturali di prodotti presenti in natura. Ancora oggi circa l’80% delle popolazioni nei paesi in via di sviluppo si affida alla medicina tradizionale, componendo principalmente ricette erboristiche

camomilla da Chimicamo
camomilla

I prodotti naturali hanno un’elevata diversità strutturale che supera l’immaginazione e la capacità dei chimici di sintetizzarli. A partire da essi si possono operare modifiche sintetiche per aiutare ad aumentare l’efficacia e la biodisponibilità e ridurre gli effetti collaterali. I prodotti naturali, infatti, limitano tali effetti poiché  producono effetti fisiologici e farmacologici all’interno delle cellule viventi.

Nasce così la bioprospezione che consiste nella ricerca sistematica e mirata di nuovi e potenziali prodotti bioattivi per il benessere umano.

Il ruolo della farmacognosia

La farmacognosia è lo studio lo studio dei prodotti naturali ad attività biologica e fornisce gli strumenti per identificare, selezionare e ottenere prodotti naturali destinati all’uso medicinale. Generalmente l’attività biologica di estratto naturale può essere rilevata e attribuita a un singolo composto o a un insieme di composti.

Essi sono utilizzati nella scoperta e nello sviluppo di farmaci direttamente oppure possono essere modificati sinteticamente. Per prodotti naturali si intendono composti sintetizzati da organismi viventi che sono estratti dalle cellule, dai tessuti e dalle secrezioni di microrganismi, piante e animali.

Si comprende quindi il ruolo della farmacognosia che spazia dalla botanica alla fitochimica. Tuttavia questa disciplina multidisciplinare utilizza la farmacologia, che studia l’effetto di principi attivi sugli organismi viventi, il loro utilizzo e i possibili effetti collaterali. Occorre quindi un team di studiosi, opportunamente supportati da mezzi adeguati a favorire la ricerca.

Il ruolo di Big Pharma

Le case farmaceutiche internazionali, nonostante le potenzialità promettenti di nuovi farmaci, hanno interrotto o sostanzialmente ridotto la loro ricerca sui prodotti naturali.

Ciò è evidentemente dovuto a un motivo di carattere economico oltre che giuridico. Da un punto di vista economico, infatti, con lo sviluppo di tecniche avanzate quali la chimica computazionale appare meno dispendiosa la ricerca di nuovi prodotti di sintesi piuttosto che quella sui prodotti naturali.

Inoltre da un punto di vista economico l’estrazione di un principio attivo da una fonte naturale e il suo utilizzo come tale aprirebbe problematiche relative alla possibilità di brevetto.

Tuttavia, per la scoperta di farmaci avanzati, le industrie si rivolgono ancora ai prodotti naturali per sfruttare nuove entità utili o derivati.

Esempi prodotti naturali e farmaci 

aspirina da Chimicamo
aspirina

Tra i prodotti naturali e farmaci l’agente medicinale più conosciuto e universalmente utilizzato al mondo è sicuramente l’aspirina costituita da acido acetilsalicilico ottenuto per acetilazione dell’acido salicilico estratto dalla corteccia del salice bianco

Il primo antibiotico naturale è la penicillina ottenuta dal fungo Penicillium notatum in grado di combattere i batteri patogeni. A questo primo antibiotico si deve la cura di moltissime infezioni che erano causa di morte anche in breve tempo.

In tempi più recenti dalla corteccia del tasso del Pacifico fu isolato il taxolo attualmente utilizzato nella chemioterapia del cancro. L’ipericina derivato antrachinonico isolato dalle piante del genere Hypericum mostra attività contro una varietà di retrovirus, compreso l’HIV.

La digossina è un glicoside digitalico estratto dai fiori della digitale. Antibiotici comuni come streptomicina, tetraciclina, vancomicina ed eritromicina sono ottenuti dai batteri.
La morfina, alcaloide contenuto nell’oppio, è utilizzata nella terapia del dolore.

La natura quindi costituisce una vera a propria farmacia da cui l’uomo, rispettandola, può attingere per migliorare la propria esistenza e l’uso di prodotti naturali e farmaci risolvere molti problemi.

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