Sport drinks: classificazione, composizione

Gli sport drinks sono bevande che, per la loro composizione, reintegrano i fluidi e gli elettroliti persi durante un’attività fisica.
L’esercizio fisico rappresenta un vero e proprio “stress” al quale l’organismo sostanzialmente reagisce con  risposte metaboliche, risposte ventilatorie e  risposte cardiovascolari.

La risposta metabolica consiste nella scissione  dell’ATP in ADP è P con produzione di energia. Poiché l’esercizio fisico è associato ad un aumento della frequenza e della profondità della respirazione si ha un aumento della ventilazione polmonare. Per risintetizzare l’ATP l’organismo di avvale di sistemi anaerobici  in cui si ha produzione di acido lattico o del sistema aerobico .

La maggior parte dell’energia prodotta durante questi sistemi metabolici non è convertita in ATP ma  rilasciata sotto forma di calore . Il  sistema termoregolatore quindi reagisce con produzione di sudore che evaporando provoca una riduzione della temperatura corporea.

L’eccessiva sudorazione provoca una perdita di elettroliti e principalmente di Na+ e di K+ fondamentali per:

    • l’omoestasi
    • i processi metabolici
    • la contrazione muscolare 
    • la funzionalità del sistema nervoso

L’origine degli sport drinks risale all’estate del 1965, quando un assistente allenatore di football dell’Università della Florida chiese a un team di medici universitari  di determinare perché il caldo colpiva gli atleti. Dalla loro ricerca  emerse che i liquidi, gli elettroliti ei carboidrati persi dai giocatori durante l’allenamento e la competizione non venivano reintegrati adeguatamente.

Classificazione

Per rimpiazzare gli elettroliti persi si possono assumere i cosiddetti sport drinks  che sono suddivisi in tre tipi a seconda del tipo e della concentrazione di soluti:

Tipo Contenuto
Isotonici Fluidi, elettroliti e carboidrati (6-8%)
Ipotonici Fluidi, elettroliti e bassi livelli di carboidrati
Ipertonici Alto livello di carboidrati

 

dks.scene7 1 da ChimicamoLa tonicità è una misura comparativa della pressione osmotica di due soluzioni separate da una membrana semipermeabile ed è impiegata per descrivere le reazioni delle cellule quando vengono immerse in una soluzione esterna. La  tonicità dipende soltanto dai soluti che non possono superare la membrana, poiché solo questi ultimi esercitano una pressione osmotica mentre quelli che oltrepassano la membrana non condizionano la tonicità in quanto hanno  uguale concentrazione su entrambi i lati della membrana.

Soluzioni isotoniche, ipotoniche e ipertoniche

Si definisce isotonica una soluzione che contiene la stessa concentrazione di soluti su entrambi i lati della membrana, ipotonica una soluzione che contiene una minore concentrazione di soluti impermeabili rispetto alla soluzione presente sull’altra faccia della membrana, ipertonica una soluzione che contiene una maggiore concentrazione di soluti impermeabili rispetto alla soluzione presente sull’altra faccia della membrana.

Le bevande:

    • isotoniche sostituiscono rapidamente i liquidi persi con il sudore fornendo un giusto quantitativo di carboidrati e vengono scelte dalla maggior parte degli atleti.
    • ipotoniche sostituiscono rapidamente i liquidi persi con il sudore e sono preferite da atleti che hanno bisogno di liquidi e non di carboidrati
    • ipertoniche sono preferite da quanti necessitano di carboidrati e sono usate dagli sportivi che necessitano di alti livelli di energia. Possono essere assunte durante l’esercizio in associazione con bevande isotoniche per compensare i liquidi.

Composizione degli sport drinks

Negli sport drinks sono presenti i seguenti elettroliti che, a seconda del produttore hanno composizione variabile: sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruro, bicarbonato di sodio, solfato, fosfato.

sport drinks 1 da Chimicamo
sport drinks

Secondo gli studi più recenti, tuttavia, si ritiene che un’eccessiva assunzione di liquidi durante uno sforzo prolungato come una maratona, possa causare danni letali: tutto prende spunta da un’atleta morta durante la maratona di Boston del 2002 dovuta a iponatriemia ovvero a una riduzione della concentrazione plasmatica del sodio causata da un eccesso di acqua rispetto al soluto.

Per molto tempo si è ritenuto che fosse necessario anticipare la sete, bevendo prima di sentirne l’esigenza, tuttavia sembrerebbe che il meccanismo della sete sia un ottimo indicatore della reale esigenza di liquidi e, per quanto riguarda i sali minerali i nutrizionisti sono concordi nell’affermare che 2 ore di corsa non necessitano di una particolare integrazione salina. Si dovrebbe in questi casi ascoltare i consigli di un medico che, a seconda dei casi stabilisca la quantità minima e massima di liquidi da ingerire.

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