Smeraldo naturale e sintetico, proprietà

Lo smeraldo è una varietà di berillio di colore verde a cui fin dall’antichità venivano attribuiti poteri magici e portentose virtù. Le antiche civiltà scoprirono lo smeraldo in Africa, Asia e Sud America e apprezzarono le caratteristiche della pietra preziosa di colore verde prevalentemente di origine metamorfica.

Attualmente questa pietra, insieme al rubino e allo zaffiro costituisce la triade delle pietre di colore di maggior pregio. Esso è estratto negli Urali, Brasile, Zimbawe, Sud Africa, Austria, ma a migliore qualità di smeraldo è estratta dalle miniere della Columbia.

Proprietà dello smeraldo

Lo smeraldo che ha un grado di durezza nella scala di Mohs pari a 8 è un sale misto. Si tratta di un silicato di berillio e alluminio con formula [Be3Al2(SiO3)6] che cristallizza nel sistema cristallino esagonale.

Quando è puro il composto si presenta incolore ed è detto goshenite dalla città statunitense Goshen; piccole quantità di cromo o vanadio portano alla colorazione verde.

Tracce di ferro portano ad una colorazione verde-bluastro o giallo-verde a seconda del numero di ossidazione del ferro.

Nonostante l’elevato grado di durezza lo smeraldo tende ad avere problemi di durata in quanto nella gran parte dei casi contiene numerose inclusioni e fessure che raggiungono la sua superficie con conseguente indebolimento della pietra che è quindi soggetta a rottura.

Per migliorare l’aspetto, la maggior parte degli smeraldi tagliati sono trattati con oli, cere, polimeri, fondenti o altre sostanze che penetrano nelle fratture e le rendono meno evidenti.

Sebbene questi trattamenti possano migliorare l’aspetto, spesso non migliorano la durata della gemma e possono scolorirsi o deteriorarsi nel tempo. La scarsa uniformità della superficie dello smeraldo spinge i tagliatori di gemme a tagliarli nei cabochon ovvero privi di sfaccettature.

L’elevato costo dello smeraldo è dovuto, oltre che al suo fascino innegabile, alla sua rarità. Esso infatti è un sale di berillio, elemento poco diffuso della crosta terrestre, i minerali che lo contengono sono rari.

Come la gran parte delle pietre preziose anche lo smeraldo è  ottenuto tramite metodi sintetici sin dalla metà del XIX secolo. Solo nel 1930  il chimico statunitense Carroll Chatham produsse la pietra in quantità elevate  da cristalli di berillio.

Smeraldo sintetico

Attualmente lo smeraldo sintetico è prodotto principalmente con due tecniche: fusione con fondente e idrotermale.

Gli smeraldi ottenuti con il metodo di fusione con fondente, che presentano caratteristiche molto simili a quello naturale, vengono sintetizzati utilizzando ossido di berillio BeO, ossido di alluminio Al2O3 e tracce di ossido di cromo (III) Cr2O3 per conferire la colorazione verde; essi vengono posti in un crogiolo di platino e solubilizzati in un flusso di molibdato di litio Li2MoO4.

È aggiunta la silice che, essendo meno densa, tende a disporsi in superficie mano a mano che è aggiunta. La silice pertanto si diffonde gradualmente incontrando e interagendo con gli ossidi di berillio e alluminio formando il sale.

Comunque la si veda non si può negare che lo smeraldo ottenuto sia in natura che in laboratorio è uno splendido esempio di come le specie chimiche reagiscono tra loro e si trasformino.

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