Cometa visibile a febbraio 2023

Una cometa si staglierà nel cielo e sarà visibile a occhio nudo nel febbraio 2023.
Scoperta nel 2022, la cometa C/2022 E3 (ZTF) si illuminerà man mano che si avvicinerà al suo perielio, il suo punto più vicino al Sole, il 12 gennaio 2023.

Probabilmente raggiungerà il suo massimo splendore per i primi di febbraio 2023. Infatti, secondo l’agenzia spaziale americana, sarà più vicino alla Terra il 2 febbraio, a una distanza di 42,5 milioni di chilometri

Storia

Antichi documenti mostrano che migliaia di anni fa, persiani e coreani consideravano le comete di natura malvagia e spesso guerra al paese nella cui direzione puntava la coda.

Nel 1066, la battaglia di Hastings fu notoriamente preceduta dall’apparizione della cometa Halley, che sarebbe stata registrata come un presagio che prediceva la sconfitta del re anglosassone nella conquista normanna.

Il XV secolo vide gli inizi dell’astronomia moderna e un approccio più scientifico alle comete. Con l’invenzione del telescopio nel 1608, il mistero delle comete iniziò a diminuire. Il lavoro di Galileo, seguito da Isaac Newton e Edmund Halley, stabilì che le comete erano oggetti fisici che si muovono in orbite ellittiche attorno al sole. Rimanevano, però, atavici timori e nel 1910, l’apparizione della cometa di Halley provocò il panico. Molti credevano che la coda della cometa avrebbe riempito l’atmosfera di gas velenoso e alcune persone si nascosero nei pozzi, rifornirono le caverne di provviste o immagazzinarono bombole di ossigeno. Solo lo sviluppo dalla scienza ha consentito di classificare le comete come piccoli corpi ghiacciati le cui dimensioni vanno da centinaia di metri fino a decine di chilometri.

Si ritiene che le comete abbiano svolto un ruolo importante nell’origine e nell’evoluzione della vita sulla Terra, e la composizione chimica delle comete può fornire informazioni significative su questo ruolo.

Composizione

Quando le comete avvicinano al Sole il loro nucleo ghiacciato si riscalda e, a causa della sublimazione, produce una coda polverosa che può estendersi fino a centinaia di milioni di chilometri di larghezza.

In realtà, è questa coda bianca o blu che rende visibili le comete dalla Terra, a causa del riflesso della luce solare. Una cometa è costituita da tre parti: il nucleo, la chioma e la coda.

Il nucleo è la parte più importante, poiché contiene la maggior parte della massa del corpo ed è costituito da roccia, polvere, ghiaccio  e gas congelati come monossido di carbonio, biossido di carbonio, metano e ammoniaca.

Le comete contengono anche una varietà di composti organici; oltre ai gas congelati, che comprendono metanolo, acido cianidrico, formaldeide, etanolo ed etano, anche molecole più complesse come gli idrocarburi a catena lunga e amminoacidi.

Nuove informazioni sulla composizione delle molecole cometarie e sul rapporto deuterio/idrogeno e l’abbondanza di gas nobili suggeriscono che parte, e forse la maggior parte, dell’acqua terrestre abbia un’origine cometaria. Le comete contengono anche molecole organiche che potrebbero aver contribuito alla formazione della materia organica prebiotica sulla Terra.

La cometa visibile a febbraio 2023

Scoperta lo scorso marzo mentre si trovava nell’orbita di Giove a  gennaio dovrebbe essere visibile nei cieli mattutini dell’emisfero settentrionale.

Si sposterà verso nord-ovest e passerà tra il Piccolo e il Grande Carro prima della fine del mese e nell’emisfero australe si dovrà aspettare fino all’inizio di febbraio perché la cometa si manifesti.

Poiché le traiettorie possono spesso essere imprevedibili dovremo aspettare e vedere se rimane in rotta ma, sebbene non dovrebbe essere così appariscente come lo era NEOWISE nel 2020 a febbraio 2023 tutti con gli occhi all’insù. Sarà  un momento speciale perché, secondo gli astronomi, la cometa C/2022 E3 non sarà nuovamente visibile per almeno altri 50000 anni

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