diidrotestosterone

Diidrotestosterone scopri il suo ruolo nella calvizie

Il diidrotestosterone è un ormone steroideo che regola lo sviluppo e la funzione degli organi sessuali e lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari maschili come la crescita di peli e barba, il cambio della voce e la comparsa del pomo di Adamo.

Ha una funzione critica nello sviluppo sessuale dei maschi, a partire dall’inizio della vita prenatale. Il ruolo del diidrotestosterone varia man mano nel corso della vita dei maschi impattando sulla loro fisiologia durante l’infanzia, la pubertà e anche durante la vita adulta.

Nell’utero, l’ormone DHT è responsabile dello sviluppo degli organi sessuali, durante la pubertà ha un ruolo nello sviluppo dei caratteri sessuali secondari.

Nell’età adulta, il diidrotestosterone ha un ruolo in determinate condizioni mediche, come la perdita di capelli di tipo maschile nota come alopecia androgenetica, l’irsutismo ovvero la crescita anormale dei capelli nelle femmine, l’iperplasia prostatica benigna e il cancro alla prostata

Unitamente all’androstenedione, deidroepiandrosterone, deidroepiandrosterone solfato e testosterone è un androgeno ovvero una sostanza in grado di sviluppare e mantenere caratteristiche maschili nei tessuti riproduttivi

Biosintesi del diidrotestosterone 

La biosintesi degli androgeni è un processo complesso che avviene nelle cellule di Leydig altamente specializzate, situate nello spazio interstiziale del testicolo che producono testosterone sotto lo stimolo ormone luteinizzante (LH).

La biosintesi degli androgeni comporta una successione di reazioni enzimatiche che convertono i precursori degli steroidi negli androgeni biologicamente attivi testosterone e nel più potente diidrotestosterone. Come tutti gli ormoni steroidei, il colesterolo è il precursore iniziale necessario per produrre gli androgeni.

biosintesi diidrotestosterone da Chimicamo
biosintesi diidrotestosterone

Il colesterolo, un precursore degli ormoni steroidei, è trasportato nel tessuto testicolare o in quello delle ghiandole surrenali ed è convertito in pregnenolone grazie al citocromo P450 11A1, enzima che nell’uomo è codificato dal gene CYP11A1

Il pregnenolone è successivamente convertito in 17α-idrossipregnenolone grazie all’enzima appartenente alla classe delle ossidoreduttasi 17α-monoossigenasi (CYP17A1).

struttura diidrotestosterone da Chimicamo
struttura diidrotestosterone

L’enzima 17,20-liasi converte il 17-idrossipregnenolone in deidroepiandrosterone (DHEA).
Il DHEA viene convertito in androstenedione grazie all’enzima 3β-idrossisteroide deidrogenasi/Δ5-Δ4 isomerasi (HSD3B2).
Infine, l’enzima 5α-reduttasi (SRD5A2) converte l’androstenedione in diidrotestosterone (DHT) attraverso una reazione di riduzione.

Diidrotestosterone e alopecia androgenetica

Il DHT svolge un ruolo significativo nell’alopecia androgenica, comunemente nota come calvizie maschile. L’alopecia androgenica è la forma più comune di perdita dei capelli negli uomini e inizia di solito con la diminuzione e il diradamento dei capelli sulla sommità della testa o nella regione delle tempie.

L’alopecia androgenica è causata dalla sensibilità dei follicoli piliferi al diidrotestosterone. Gli enzimi presenti nei follicoli piliferi convertono il testosterone in DHT che si lega ai recettori dei follicoli piliferi sensibili.

Tale processo attiva una serie di processi biochimici all’interno delle cellule dei follicoli piliferi, che possono portare alla miniaturizzazione dei follicoli che consiste in a riduzione delle dimensioni del follicolo pilifero e, di conseguenza, dei capelli visibili.

alopecia androgenetica da Chimicamo
alopecia androgenetica

Ciò implica che il follicolo inizia a produrre peli più sottili e fragili. Man mano che il processo di miniaturizzazione progredisce, i follicoli piliferi diventano sempre più deboli e inattivi, producendo capelli sempre più sottili e corti. Alla fine, i follicoli possono diventare così miniaturizzati da non produrre più capelli visibili sulla superficie del cuoio capelluto.

Non tutte le persone sono ugualmente sensibili al DHT, quindi l’alopecia androgenica può variare in termini di gravità e di età di insorgenza. L’ereditarietà è un fattore importante nell’alopecia androgenica, poiché il rischio di sviluppare la condizione è maggiore se uno dei genitori ha sofferto di calvizie.

I trattamenti per l’alopecia androgenica spesso mirano a ridurre l’azione del DHT sui follicoli piliferi. Gli inibitori della 5α-reduttasi riducono la conversione del testosterone in DHT, aiutando a rallentare la miniaturizzazione dei follicoli e a mantenere i capelli. Altri trattamenti possono riguardare la stimolazione dei follicoli piliferi con farmaci come il minoxidil o il trapianto di capelli che possono contribuire a stimolare la crescita dei capelli e preservare i follicoli ancora attivi.

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