Chiusura del buco dell’ozono nel 2040

Chiusura del buco dell’ozono nel 2040 secondo quanto comunicato dalle Nazioni Unite a seguito degli studi della Scientific Assessment of Ozone Depletion 

Grazie  a decenni di lavoro per eliminare le sostanze chimiche dannose per l’ozono finalmente è giunta la notizia tanto attesa.

La scoperta del buco dell’ozono

Il fisico britannico Jonathan Shanklin appena ventiquattrenne iniziò a lavorare presso il British Antarctic Survey nel 1977.

Aveva il compito di controllare, tramite dati spettrofotometrici, quantità di luce U.V.  che raggiungeva la Terra. Si otteneva così un quadro accurato della quantità di ozono presente nell’atmosfera. Lo strato di ozono assorbe dal 97 al 99 % della luce U.V. a media frequenza del Sole  che altrimenti danneggerebbe potenzialmente le forme di vita esposte vicino alla superficie.

Dopo lunghi studi e confronto di dati con gli anni precedenti Shanklin scoprì che dalla fine degli anni ’70 c’era stato un calo sistematico della quantità di ozono. Nel 1984, lo strato di ozono sopra la stazione di ricerca di Halley in Antartide era spesso solo circa due terzi rispetto ai decenni precedenti.

Questa scoperta fatta unitamente a Joe Farman e Brian G. Gardiner fu pubblicata nel maggio 1985.

La comunità internazionale rimase fortemente impressionata e, dopo lunghe trattative, si giunse al protocollo di Montreal.

Protocollo di Montreal

Il Protocollo di Montreal è lo storico accordo multilaterale che regola la produzione e il consumo di quasi 100 sostanze chimiche denominate sostanze che riducono lo strato di ozono (ODS).

Adottato il 16 settembre 1987 è, ad oggi, uno dei rari trattati a raggiungere la ratifica universale in cui tutte le parti si impegnano all’eliminazione graduale dei diversi gruppi di ODS.

Tra le sostanze maggiormente incriminate per la loro diffusione vi sono i fluoroclorocarburi, gas utilizzati nella refrigerazione, nel condizionamento dell’aria e come propellenti negli aerosol.

Inoltre sono potenti gas serra quasi 2000 volte più potente dell’anidride carbonica in termini di potenziale di riscaldamento globale.

Pertanto il Protocollo di Montreal contribuisce in modo significativo anche alla protezione del sistema climatico globale. Grazie ad esso sono stati eliminati il 98% delle ODS a livello globale rispetto ai livelli del 1990 e, entro il 2030 l’eliminazione sarà completa.

La chiusura del buco dell’ozono

Il report, per il quale si avrà la chiusura del buco dell’ozono nel 2040, è il frutto della scienza e del rispetto del Protocollo di Montreal. Pertanto se le attuali politiche rimarranno in vigore, lo strato di ozono dovrebbe tornare ai valori del 1980 entro il 2040.

In alcuni luoghi, potrebbe essere necessario più tempo infatti gli esperti hanno affermato che il recupero a livello del 1980 sull’Antartide è previsto intorno al 2066 ed entro il 2045 sull’Artico. Per raggiungere l’obiettivo, però, è necessario non abbassare la guardia e proseguire in questo circolo virtuoso

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