Boom di furti di marmitte catalitiche: metalli

Negli ultimi anni, e in particolare dopo l’inizio della pandemia da COVID-19, si è avuto un boom di furti di marmitte catalitiche in tutto il mondo.
Secondo alcuni dati si è passati da 1298 furti denunciati nel 2018 negli U.S.A. a 14433 nel 2021 a più di 50000 nell’anno solare 2022 da gennaio a settembre.

L’Italia, però, non è da meno e sono segnalati molti casi nei parcheggi di ipermercati, ospedali ed in genere di parcheggi all’aperto.

Alcuni tipi di autovetture sono presi particolarmente di mira come le Smart poiché in questo modello la marmitta è collocata nella parte posteriore ed è più semplice asportarla. Tuttavia anche i SUV e le jeep, in quanto vetture alte sotto le quali è facile infilarsi, sono bersaglio dei ladri.

Purtroppo il danno per gli automobilisti è notevole infatti, oltre al disagio, si aggiunge una spesa media di 300 € per la sostituzione della marmitta. Tuttavia poiché in genere si verificano danni ai paraurti e ad altri pezzi dell’autoveicolo si può arrivare anche a 1000 €

Cause

La motivazione del boom di furti di marmitte catalitiche è la presenza di alcuni metalli nobili di alto valore.

In realtà l’aumento del prezzo di questi metalli era in ascesa anche prima della pandemia a causa dell’elevata richiesta. Tuttavia da maggio 2020 si è avuta una escalation per le aspettative legate all’introduzione dei vaccini e la prospettiva della ripresa economica mondiale a seguito del lockdown. Le banche centrali inoltre hanno immesso una straordinaria liquidità immessa per contrastare la recessione conseguente alla pandemia.

La tempesta perfetta è stata aggravata dalle tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina, terminate in un vero e proprio conflitto, che hanno determinato un aumento di prezzi in diversi settori come quello delle materie prime

Metalli

I metalli presenti nelle marmitte catalitiche che fanno tanto gola ai ladri sono platino, palladio e rodio.

Circa il 40% della produzione mondiale di platino è usata nel campo della gioielleria in cui è utilizzato prevalentemente nelle leghe con l’oro.

Stante la sua resistenza alla corrosione e alla sua stabilità ad alta temperatura esso è utilizzato quale catalizzatore. Da 1.5 a 3 g è presente nei convertitori catalitici delle autovetture, in cui il monossido di carbonio e gli idrocarburi incombusti sono trasformati in biossido di carbonio e il suo prezzo è attualmente di circa 31.5 €/g.

Circa  0.6 g di palladio sono presenti nelle marmitte catalitiche ma ha molti altri utilizzi. È  usato anche nelle candele per motori aeronautici, in leghe per usi odontoiatrici e per oggetti preziosi e per la fabbricazione di alcuni orologi e il suo prezzo è attualmente di circa 55 €/g

Circa 0.02 g di rodio, che è uno degli elementi meno abbondati presenti sulla crosta terrestre, sono presenti nelle marmitte catalitiche e il suo prezzo attualmente è di circa 403 €/g. Le leghe del rodio a cui il metallo conferisce maggiore durezza sono costituite da platino ma anche da palladio e iridio sono utilizzate per i resistori dei forni a resistenza, per le termocoppie, nell’industria vetraria in trafile per produzione di fibre di vetro, per crogioli a contatto con il vetro fuso e per elettrodi.

Prevenzione

I veicoli a bassissime emissioni sono i maggiori obiettivi, perché hanno marmitte catalitiche che contengono una maggiore quantità di metalli preziosi che minimizzano le emissioni di sostanze inquinanti aumentandone il valore per i ladri. Anche alcuni veicoli, come le auto ibride, sono bersagli allettanti. I loro motori, infatti, funzionano almeno per una parte del tempo con l’elettricità, non con la benzina e i loro convertitori catalitici non si surriscaldano come quelli dei veicoli alimentati a carburante quindi una parte maggiore del metallo prezioso rimane all’interno del convertitore.

Ma anche se il proprietario dell’auto non guida un veicolo spesso preso di mira, non dovrebbe abbassare la guardia. È comunque una buona pratica che i conducenti adottino misure per proteggere il proprio veicolo e prevenire il furto del catalizzatore.

Diverse aziende hanno risposto al boom dei furti producendo dispositivi in grado di mettere in sicurezza e proteggere un catalizzatore, rendendone difficile la rimozione. Alcuni di questi dispositivi assomigliano a una gabbia che circonda il convertitore e una parte del telaio del veicolo, mentre altri sembrano più un pannello che deve essere rimosso con strumenti diversi da quelli che probabilmente i ladri  portano con sé

Se il veicolo ha un sistema di sicurezza, un’altra opzione è quella di impostare un sistema in modo che suoni se l’auto subisce vibrazioni oltre all’impatto. Se un ladro tenta di utilizzare una sega o una chiave inglese sul lato inferiore, l’allarme suonerà e, si spera, li spaventerà.

Questi dispositivi, pur non garantendo una sicurezza al 100%,  hanno un costo che è tuttavia inferiore a quello che si deve pagare a seguito di un furto

 

ARGOMENTI

GLI ULTIMI ARGOMENTI

TI POTREBBE INTERESSARE

Metalli di transizione: proprietà, composti

I metalli  di transizione sono elementi posizionati tra quelli del blocco s e quelli del blocco p della tavola periodica. Gli elementi della  tavola periodica...

Reticolo cubico a facce centrate

Il reticolo cubico a facce centrate è uno dei reticoli di Bravais. Il fisico, cristallografo e meteorologo francese Auguste Bravais nel 1845 descrisse le...

Elettrodo standard a idrogeno: potenziale di riduzione

L'elettrodo standard a idrogeno è un elettrodo di riferimento costituito da un elettrodo di platino immerso in una soluzione contenente lo ione H+...