Tempo di ritenzione: analisi cromatografica

Il tempo di ritenzione (RT) è un termine usato in cromatografia per indicare il tempo che impiega un composto ad attraversare una colonna cromatografica
È quindi l’intervallo di tempo misurato in minuti o secondi che intercorre tra l’iniezione del campione e il tempo di eluizione del composto, preso al massimo del picco che appartiene alla specifica specie

Poiché la cromatografia è un processo in cui il soluto passa continuamente dalla fase mobile alla fase stazionaria il tempo di ritenzione da parte della fase stazionaria è caratteristica della sua composizione chimica e strutturale.

Fattori che influenzano il tempo di ritenzione

I fattori che influenzano l’RT sono molteplici e dipendono da:

  • condizioni dell’analisi
  • temperatura
  • tipo di colonna utilizzata
  • dimensioni della colonna. Una colonna più lunga aumenta i tempi di ritenzione ma migliora la separazione
  • portata del gas se si lavora in gascromatografia. Una portata elevata riduce i tempi di ritenzione, oltre a causare una scarsa separazione tra i componenti di un campione incognito
  • polarità. Quando la polarità della fase stazionaria e del composto sono simili, il tempo di ritenzione aumenta perché il composto ha una maggiore interazione con la fase stazionaria.

Analisi qualitativa dal tempo di ritenzione

Il tempo di ritenzione, unitamente al volume di ritenzione è un parametro caratteristico utilizzato nell’analisi qualitativa ma dipende da diverse variabili

Sebbene i tempi di ritenzione siano difficili da misurare con precisione, il confronto tra quello di un composto noto e quelli dei diversi componenti di una miscela è il metodo di analisi qualitativa più utilizzato. I tempi di ritenzione sono misurati in successione immediata, sulla stessa colonna e nelle stesse condizioni sperimentali. Ciò  permette di identificare in modo rapido e affidabile i picchi dei composti presenti nella miscela analizzata e permette inoltre di escludere la presenza di un composto.

Se non sono disponibili campioni standard, indispensabili per il confronto non si può fare un’analisi quantitativa

Analisi quantitativa

Nel caso della gascromatografia il cromatogramma fornisce una sequenza di picchi la cui area è proporzionale alla quantità del componente che giunge al rivelatore. L’area del picco è confrontata con quella di uno standard a concentrazione nota. Attualmente i dispositivi sono dotati di integratori automatici, mentre in passato di ricorreva a svariati metodi di tipo geometrica

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