Le donne nella chimica: storia, premi Nobel

Le donne hanno contribuito, fin dai tempi più remoti, allo sviluppo della chimica anche se i loro nomi risultano quasi del tutto sconosciuti.

Storia

Il ruolo delle donne nella società è stato da sempre marginale. La maggior parte di esse, infatti, si dedicavano alla cura della prole e al duro lavoro nei campi. Nel XIX nel corso della rivoluzione industriale si ebbe un esodo dalle campagne e le donne furono impegnate come operaie, sottoposte a turni massacranti e sottopagate.

Solo a poche di esse, provenienti da famiglie altolocate era concesso il privilegio di poter accedere all’istruzione e godere di una formazione culturale. Queste donne, tuttavia, si dedicarono prevalentemente alle discipline artistiche e umanistiche e poche a quelle scientifiche forse perché considerate più adatte agli uomini.

Tra alchimia e chimica

Maria la Giudea  le cui origini sono incerte e si perdono nella notte dei tempi fu prima donna che si occupò di alchimia . A lei si deve la scoperta di un dispositivo noto come kerotakis utilizzato per riscaldare le sostanze e raccoglierne i vapori. Il nome di Maria sopravvive grazie alla sua invenzione del bagnomaria. Questo metodo serve a riscaldare liquidi o solidi posti in un recipiente fino alla temperatura di 100°C una volta che esso è stato immerso in acqua portata all’ebollizione.

Dall’alchimia alla chimica

L’evoluzione scientifica nel campo della chimica ha inizio alla fine del XVIII e da allora numerose pioniere si dedicarono allo sviluppo della disciplina. I nomi di queste studiose prevalentemente russe, britanniche, svedesi e statunitensi sono praticamente ignoti anche agli amanti della materia.

Una delle prime donne chimico fu la sovietica Vera Yevstaf’evna Popova morta a soli 28 anni a causa di un’esplosione nel suo laboratorio mentre tentava di sintetizzare il composto H-C≡P strutturalmente analogo a HC≡N

Una delle prime donne a conseguire il dottorato in chimica fu la britannica Edith Ellen Humphrey che fu la pioniera nella chimica dei composti di coordinazione

Un’altra chimica sovietica fu Julia Lermontova che nel corso dei suoi lavori presso il laboratorio di Markovnikov  fece delle ricerche sull’acido 2-metil-2-butenoico e si dedicò successivamente alla ricerca sulla distillazione del petrolio ottenendo un dispositivo per la distillazione continua

Una chimica statunitense che si occupò con lungimiranza della qualità dell’acqua e dell’aria fu Ellen Henrietta Swallow Richards

Questo non è un elenco esaustivo ma costituisce comunque un’indicazione.  Tante donne, infatti, si siano occupate in paesi diversi e in vari campi della chimica contribuendo al suo sviluppo anche a costo della vita

Premi Nobel

Premio Nobel
Premio Nobel

Ben cinque donne hanno vinto il Premio Nobel per la Chimica :

1911 Maria Skłodowska Curie chimica e fisica polacca a cui si deve, tra l’altro, la scoperta di due nuovi elementi ovvero il radio e il polonio il cui nome è stato scelto dalla grande scienziata in onore del suo paese natale

1935 Irène Joliot-Curie figlia di Maria che insieme al marito Frédéric Joliot riuscì a realizzare la trasmutazione di alcuni elementi in isotopi radioattivi sintetici

1964 Dorothy Mary Crowfoot Hodgkin biochimica e cristallografa britannica studiosa della tecnica di diffrazione dei raggi X attraverso cui riuscì a determinare la struttura di biomolecole. Tra il 1942 e il 1949 riuscì in una delle imprese più ambite per quell’epoca: determinare la struttura del primo antibiotico conosciuto, la penicillina

2009 Ada E. Yonath biochimica e cristallografa israeliana studiosa della struttura e della funzione dei ribosomi. Ha richiesto più volte il rilascio senza condizioni di tutti i prigionieri terroristi di Hamas, affermando che tenere prigionieri i terroristi incoraggia il loro proposito di danneggiare Israele e i suoi cittadini.

2018 Frances Hamilton Arnold biochimica e ingegnere statunitense studiosa di enzimi, peptidi e anticorpi

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